• Varius, il piacere della variazione

    Dopo due lunghi anni di assenza, torna in commercio il Varius. Un brand a cui siamo particolarmente affezionati, sia perché esiste dalla vendemmia 1999, sia perché ha sempre rappresentato il nostro vino “sperimentale”. Se il Salento è da tempo immemore crocevia di culture, il Varius nasce per essere “zona franca” di orizzonti nuovi in chiave enologica, per dare spazio quindi alla sperimentazione, nonché per interpretare le potenzialità del territorio attraverso una ricerca continua. Un riposo necessario, quindi, per un vino che nel corso di questi ultimi 18 anni si è accordato con diversi vitigni: Negroamaro, Cabernet Sauvignon, Montepulciano; poi la variazione dal Montepulciano al Merlot, sino alla sua terza vita di Merlot in purezza.

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  • Fiano Alticelli: undicesima vendemmia e nuovo abito

    Migliorare per tradizione, si può dire sia questo il concetto alla base del nuovo Fiano Alticelli. Questo vino dal colore giallo dorato, svolge certamente il ruolo di simbolo del passaggio alla stagione dei bianchi e della luce più calda, quella estiva, che ne supporta i pregi e ne rivela le origini in parte misteriose e comunque riconducibili all’antica Grecia.

    Il Fiano, che sebbene da sempre richiami alla mente una delle geografie italiane che maggiormente ne hanno connotato la storia, ovvero la Campania, è anche espressione precisa di un vitigno a bacca bianca che nella nostra Puglia è stato sempre presente e gode di una sua storia. Attenzione a non travisarlo perciò; non va confuso, infatti, con il Fiano Minutolo, più aromatico. La nostra attenzione è rivolta a quel Fiano, per così dire, pugliese, che fu protagonista di un viaggio d’approdo nelle Puglie di Federico II di Svevia nel XIII secolo.

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  • Fanòi, anima mistica e sensuale della terra

    Sullo sfondo di questo vino, nel più intimo dei suoi sensi, ancora intorno alla stagione che lo determina, ci sono i fuochi: il torpore dell’inverno che sta per ritirarsi nelle sue stanze, esattamente un istante prima che la primavera abbia inizio. In primo piano: le memorie che si sprigionano da quei fuochi. Scintille di tempo – peculiarmente umano – che innesca il cinematografo dei ricordi. Lì, nella sfida delle immagini che si avvallano dentro ognuno di noi, spinge il suo calore il Primitivo Fanòi.

    Dove inizia un certo sud del mondo, a Sava, come la postilla al margine di una lettera segreta, si srotolano i vitigni che esprimono questo vino dedicato all’orditura incessante dei mesi freddi, fissati nello splendore della fiamma di un camino o di un grande falò rituale. Il fuoco vivo, uno spazio assoluto, si direbbe. Fatto proprio di una natura, quell’appassionato riverbero, che consuma se stessa fino in fondo per rigenerarsi di nuovo, come il cerchio della rima e delle vite tramandate di padre in figlio, stagione dopo stagione.

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