Ci sono cose che hanno il potere di ridisegnare in continuazione la forma del nostro immaginario, paradossalmente quelle cose tendono a diventare quel che si dice un classico. Forse è per questo che ripensando la nuova veste della Linea Classica, l’innesco ispiratore si è intrecciato all’idea di quegli eleganti abiti femminili capaci di fasciare letteralmente un corpo di donna esprimendone tutta la sensualità senza mai smarrirne la caratteristica principale: la sua incoercibile natura, la sua intramontabile anima classica.

La filosofia aziendale  evolve senza perdere di vista alcune scelte precise. Tra queste, l’idea del restyling della Linea Classica rispecchia la forza di un metodo che si attiene alla continua stesura di una produttività pensata con la stessa cura riservata alla costruzione di un’opera. Naturalmente, una Cantina riprende quest’idea sotto un’altra forma, ma è leggendo ogni vendemmia che un’azienda perdura sino a comprendere quando è il momento di indossare un altro abito.
 
Forse, per esprimere al meglio questa sensibilità, va detto che solitamente davanti ad un vasto armadio di possibilità, così come ad un ventaglio di parole e di immagini o i suoni, ogni produttore tende a scegliere inevitabilmente per gli occhi del fruitore. La vera sfida, dunque, è scegliere anche per la sua immaginazione. La forza di questa intenzione comunicativa, perciò, risiede nella necessità di non tralasciare i particolari a favore dell’insieme. Ed è questa, più di tutto, l’operazione che rende possibile il nuovo packaging della Linea Classica, nonché la sua alchimia interiore.
 
Vedere un’etichetta come un’abito ed una bottiglia come un corpo, come una dichiarazione d’intenti aziendali ed al tempo stesso universali, è il privilegio di chi ama il suo mestiere e il sogno, l’idea di partenza che ha ereditato e che ha avuto il coraggio di sublimare.