Alticelli

Foglie piccole, grappoli stretti, buccia dorata con sfumature ambrate: ecco i lineamenti del Fiano pugliese. Un vino ambasciatore di storie legate alla Corte di Federico II di Svevia, il Puer Apuliae. Questo vino chiaro, infatti, è menzionato in una pergamena datata 1240 che riporta il desiderio del sovrano: Federico II amava il Fiano.

L’ape è nell’origine del nome che si attribuisce in parte alla parola Apianus, per indicare che gli acini di questo vitigno sono graditi agli uomini che indossano corone ed alle regine d’alveare. Tuttavia, nella radice etimologica è facile ravvisare la presenza dell’antenata di Lapia, Apia, località avellinese. La Puglia ne è scrigno oggi rivelatore grazie all’esordio del Fiano del Salento.

Migliorare per tradizione è il concetto alla base della produzione del Fiano Alticelli. Con le sue origini riconducibili all’antica Grecia, questo vitigno a bacca bianca non va confuso col più aromatico Fiano Minutolo. Il Fiano Alticelli, infatti, rimanda al nome di un declivio nel Guagnano, un luogo che i contadini chiamavano “Cieli Alti”,  poiché traguardava gli orizzonti e quella particolare luce che questo vino sa catturare e liberare.

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Fiano.
ZONA DI PRODUZIONE Guagnano (Le).
ALLEVAMENTO Spalliera (guyot).
EPOCA DI VENDEMMIA Metà settembre.
MACERAZIONE Circa 24 ore fra i 5 e gli 8°C.
FERMENTAZIONE 14°C in acciaio.
AFFINAMENTO 4 mesi sur lies in serbatoio d’acciaio a 10°C.
INVECCHIAMENTO Sino a 5 anni.
SERVIRE A 11°C.

Note di degustazione

COLORE I riflessi verdi sul fondo paglierino preavvisano il nerbo della freschezza e della tenacità di questo vino.

NASO Il fruttato delle drupe e dell’esotico è intervallato dal delicato floreale, fino al fresco erbaceo.

PALATO Il vino ripropone in bocca il frutto e il fiore; la spiccata acidità prolunga le sensazioni gustative, conferendogli una notevole persistenza. L’equilibrio gustativo tra freschezza e morbidezza rende questo vino particolarmente dosato nelle sue componenti, concedendo al palato una gratificazione in termini di bilanciamento, lunghezza e complessità.

Wine Art

Il saggio “Punto, linea e superficie” ispira le etichette di Rohesia e Alticelli. Una fustella disegnata da una linea, che come dice Kandinsky, è la traccia lasciata dal punto in movimento, quindi dinamica, definita addirittura “Lirica” perché curva.

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