Amativo

Nel non detto di un discorso appena sussurrato ci sono sempre due cuori, uno riceve leggendo tra le righe e l’altro tenta di non svelarsi troppo. Questa dinamica è la stessa che innesca i cortocircuiti tra persone. Ogni relazione umana poggia non tanto sulle parole pronunciate quanto su quelle rimaste taciute.

Quell’infusione di silenzi, quel ritmo pieno di penombra color rubino è l’Amativo, il vino ottenuto da uve Primitivo e Negroamaro del Salento. La violetta e la rosa frementi adornano la presa sicura di questo armonico discorso, in parte silenziatosi e, dunque, fattosi vino. L’Amativo è la coniugazione dell’atmosfera antica dei paesi del sud nella controra, ovvero il momento della giornata da tutti accettato come una tregua durante gli assedi del vivere quotidiano.  Una specie di concerto di silenzio, eseguito perfettamente da un’orchestra fatta di svariati tipi umani.

Quando tutto riposa, le parole sono richiamate a raccolta per lasciare il posto alla quiete lentissima ed a tratti surreale che aleggia tra i filari, dove le nuvole e le ombre passano per il piacere di vagare sino in fondo, il piacere di risalire la corrente verso l’inizio del tempo.

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Primitivo, Negroamaro.
ZONA DI PRODUZIONE Guagnano (Le), San Pietro V.co (Br).
ALLEVAMENTO Alberello (Ba).
EPOCA DI VENDEMMIA Primi giorni di settembre, fine settembre.
MACERAZIONE Per circa 15 giorni.
FERMENTAZIONE In acciaio a 26-28°C.
AFFINAMENTO In barriques per circa 12 mesi.
INVECCHIAMENTO Non inferiore a 10 anni.
SERVIRE A 18°C.

Note di degustazione

COLORE: Dall’inespugnabile rosso rubino, che già preavvisa agli occhi la complessa struttura gusto-olfattiva.

NASO: La rosa e la violetta si sprigionano in una progressione lenta e duratura, cedendo il passo ai frutti di bosco, al fico secco, alle confetture e al vanigliato.

PALATO: L’armonia olfattiva si ripropone in bocca, rilasciando delicate progressioni fruttate e speziate. Il gusto copioso ed equilibrato nelle sue componenti rende questo vino “indelebile”. L’estrema morbidezza chiude con un impatto retro-olfattivo, vasto e notevolmente duraturo

Wine Art

Un’etichetta bianca e nera, composta solo dal nome del vino, Amativo. Le vocali graficamente tagliate ai lati stravolgono dadaisticamente il concetto classico e convenzionale di etichetta, risultando stravagante.

Le mani, rappresentate da un effetto Sabattier, fanno nascere questo vino, che vince nel 2001 il primo premio al Merano Wine Festival per la Migliore etichetta nella categoria Arte.

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