Teresa Manara Chardonnay

Il destino giunge senza invito e non si toglie il cappello, nella storia della nostra Cantina è vero due volte poiché il destino in effetti  si tolse i guanti e posò la valigia: era una donna capace di riconoscere nella voce minima dei vini sfusi del Sud d’Italia, un concerto ben più vasto.

Il nome di questa donna, Teresa Manara, è tutta l’essenza e la chiave di volta di una passione di famiglia, il senso dell’arte di vinificare e di tutte le vendemmie vissute dalle generazioni che si sono date il cambio, proprio come fanno gli attori di un’opera replicata varie volte e divenuta un classico, su una terra madre quando le stagioni virano, al pari delle vite umane, l’una nell’altra. Perciò, Teresa Manara, non è soltanto il nome di uno Chardonnay e di un Negroamaro, bensì uno spartiacque della memoria, l’omaggio amoroso alla donna, la madre, la moglie, la musa ispiratrice e  la nonna.

Teresa Manara attraversò l’Italia degli anni in cui le imprese erano ancora riservate agli uomini, con un temperamento di cui oggi sono intrise le più importanti selezioni di Chardonnay e di Negroamaro firmate, negli anni novanta, da suo figlio Augusto Cantele.

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Chardonnay.
ZONA DI PRODUZIONE Guagnano.
ALLEVAMENTO Spalliera (guyot).
EPOCA DI VENDEMMIA Metà agosto
VINIFICAZIONE Pressatura soffice e mosto raffreddato a 10°C.
FERMENTAZIONE Prima parte in acciaio a 15° C. Poi in barrique.
AFFINAMENTO Sur lies in barriques per circa 8 mesi.
INVECCHIAMENTO Riserva sorprese nel corso del tempo.
SERVIRE A 14°C.

Note di degustazione

COLORE: Paglierino intenso attraversato tono su tono da nuance verdi e dorate.

NASO: Il profumo inizialmente speziato, si apre a ventaglio fornendo una gamma olfattiva traboccante di odori floreali e fruttati. L’acacia, il fior di vite affiancano i frutti nostrani ed esotici maturi.

PALATO: Al gusto è setoso, vellutato al tempo stesso mellifluo, complice la vena fresca e la speziatura dolce dei legni utilizzati. Il finale conquista per la sua estrema durata e rende partecipe il degustatore dell’importante peculiarità del terroir.

Wine Art

Un vino che ha nel nome un nome. Non poteva quindi che essere una donna – Tamara de Lempicka – la pittrice che ispira questo disegno. La figura, dalle forme sinuose, accarezza le bottiglie in un’atmosfera sfumata, ma dai toni noir. I vini fanno da protagonisti, la figura femminile li accompagna, finendo addirittura a fare da sfondo.

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