Varius

Dopo due lunghi anni di assenza, torna in commercio il Varius. Un brand a cui siamo particolarmente affezionati, sia perché esiste dalla vendemmia 1999, sia perché ha sempre rappresentato il nostro vino “sperimentale”. Se il Salento è da tempo immemore crocevia di culture, il Varius nasce per essere “zona franca” di orizzonti nuovi in chiave enologica, per dare spazio quindi alla sperimentazione, nonché per interpretare le potenzialità del territorio attraverso una ricerca continua. Un riposo necessario, quindi, per un vino che nel corso di questi ultimi 18 anni si è accordato con diversi vitigni: Negroamaro, Cabernet Sauvignon, Montepulciano; poi la variazione dal Montepulciano al Merlot, sino alla sua terza vita di Merlot in purezza.

In questa nuova versione targata 2016, il Varius si presenta con un blend del nostro vitigno principe, il Negroamaro, insieme al Susumaniello, vitigno di origini dalmate, il cui nome deriva dal caratteristico carico di grappoli d’uva in età giovanile (alla stregua di un somarello), anche se negli anni le rese di produzione si riducono in maniera sostanziale. Già da qualche anno pensavamo a questo storico vitigno salentino e riscoperto da poco, caratterizzato da un acino molto piccolo e con un’alta concentrazione di polifenoli e antociani. Un vino colorato quindi e con una bassa acidità, che ben assimila le contrastanti caratteristiche del Negroamaro. Due vitigni che raccontano storie diverse ma che – insieme – diventano protagonisti di un connubio fortunato. Il risultato di questo blend è un vino giovane, affinato in acciaio, fresco, di struttura e  grande bevibilità.

Varius sperimentale, dicevamo. Questa nuova versione presenta infatti una grande sorpresa: la chiusura con tappo in vetro. Una novità assoluta per una cantina pugliese e una risposta elegante a chi chiede praticità senza doversi confrontare con il tappo a vite (in Italia ancora poco apprezzato). Chiusura innovativa che garantisce un’armonica evoluzione del vino (i valori OTR si aggirano intorno a 0,0026 ml di O2 al giorno), senza difetti e con una migliore conservazione dei profumi; il consumatore, inoltre, può conservare il tappo (personalizzato con il marchio Varius) e riutilizzarlo anche su altre bottiglie.

“L’unica costante è la variazione”. È il claim utilizzato per lanciare il ritorno di questa bottiglia. Il concept della campagna pubblicitaria è di facile interpretazione: riportare alla mente le molte vite del Varius e raccontare la sua attuale potenzialità nella versione autoctona. Il risultato è l’unicità di un vino che, in definitiva, racconta una sola costante: la strada della sperimentazione e del cambiamento propositivo, ovvero l’esercizio di un piacere.