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Il nostro modo di parlare di vino senza bicchiere

A Natale abbiamo lanciato un oggetto che, almeno all’apparenza, sembrava lontano dal mondo del vino: un rossetto. Ma non era un gadget. Era un’idea concreta, nata per valorizzare un ingrediente prezioso: l’uva. Abbiamo scelto le uve dell’Amativo, uno dei vini più rappresentativi della nostra cantina, e le abbiamo trasformate in un prodotto cosmetico capace di raccontare una parte diversa di noi. Il risultato è stato sorprendente: grande attenzione, soprattutto dal pubblico femminile, e un forte coinvolgimento emotivo. Perché il vino, oltre a essere piacere del gusto, può diventare un’esperienza estetica più ampia, più intima, più quotidiana.

Oggi, a distanza di qualche mese, presentiamo un secondo progetto pensato per l’estate, realizzato nuovamente in co-branding con l’azienda salentina di dermocosmesi Omiderma. Si tratta di una maschera viso, dedicata al nostro Negroamaro Rosato Rohesia, ottenuta dalla fibra d’uva. Anche in questo caso, non si tratta di un esperimento estemporaneo, ma del secondo passo di un percorso più ampio che unisce economia circolare, sostenibilità e benessere.

Il rossetto nasce da una combinazione precisa di elementi: l’olio di vinaccioli, ricco di collagene vegetale, e la vitamina E contenuta nella buccia dell’uva. Due ingredienti naturalmente idratanti, ideali per una delle parti del corpo più esposte e delicate: le labbra. A questo si aggiunge un altro elemento: il colore del vino, profondo, elegante, riconoscibile. Indossarlo, più che semplicemente applicarlo, è diventato un gesto che richiama l’icona visiva dell’Amativo. Un modo per dire che il vino non è solo da bere, ma anche da vivere. Il colore è modulabile e adatto a diversi incarnati, la texture è cremosa e nutriente. Il risultato è un oggetto che fonde identità, funzionalità ed estetica.

La maschera viso è un gesto di cura che oggi fa parte delle abitudini quotidiane di molte persone, uomini e donne, di ogni età. La skin care non è più un linguaggio di nicchia, ma un terreno comune che parla di attenzione, ascolto del corpo, qualità. Da anni si conoscono le proprietà benefiche dell’uva e della vite in ambito cosmetico: antiossidanti, polifenoli, liposomi, acqua attiva. Tutti elementi che aiutano a proteggere e rigenerare la pelle. La nostra maschera utilizza una base in fibra d’uva, un tessuto naturale ottenuto dal riutilizzo delle vinacce, e un siero che unisce estratti d’uva a ingredienti vegetali come liposomi della vite, aloe vera, bacche di goji e zafferano. Il risultato è un trattamento rinfrescante, che richiama il carattere stesso del Rohesia Rosato: leggero, vivace, rigenerante.

Entrambi i progetti, rossetto e maschera, nascono da una visione chiara: riportare al centro il valore dell’uva e dare una seconda vita a ciò che, in passato, veniva considerato solo uno scarto. L’economia circolare è anche questo: saper osservare con occhi nuovi le risorse che abbiamo, e trasformarle in opportunità. Ma c’è di più. C’è l’idea che il vino possa dialogare con altri mondi, senza perdere la propria identità. Che possa farsi linguaggio di benessere, di cura, di bellezza.

Dopo una giornata al sole, dopo una nuotata, dopo una camminata in Salento, prendersi qualche minuto per sé, sorseggiare un calice di rosato e indossare una maschera viso. È un gesto semplice, ma ha dentro tutto: attenzione per la pelle, rispetto per la materia prima, connessione con il territorio.

Abbiamo iniziato a raccontare il vino anche così. Senza calici. Ma con la stessa curiosità.

di Paolo Cantele

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Racconto il mondo dal punto di vista di chi lo vive ogni giorno. Non solo il vino, ma anche tutto ciò che lo rende possibile.

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