Negroamaro Rosato

Pensi che l’immaginazione si soffermi più a lungo su un’amante, finché non incontri un labirinto di afrori, un vino antico quanto l’acquasantiera sfiorata con i polpastrelli ed i salmi cari agli angeli di pietra barocca.  Un salmo enologico chiamato Negroamaro. Questo vitigno è l’altare, l’anima nera-nera del Salento, penisola d’acqua che nel suo nome intreccia la declinazione latina, niger, e greca, mavros, d’una natura amarognola.

Il Negroamaro, Niuru Maru per i contadini, nel secolo scorso era utilizzato unicamente per tagliare i vini del Nord ed era considerato ponte tra il Tacco ed il resto d’Italia, quando queste latitudini erano un confine ancora inesplorato e considerato per certi versi esotico. La storia del Negroamaro, oggi prodotto in purezza, è così diventata storia di tutti, atlante liquido e identità diffusa.

Grappoli dalla polpa dolce a maturazione tardiva, caratterizzati da una preziosa versatilità, esprimono una delle denominazioni più importanti di Puglia, il Salice Salentino. Questo vino è certamente uno dei sinonimi della terra di frontiera cantata dai poeti e di cui firmiamo tre variazioni sul tema: Negroamaro Rosato, Negroamaro Rosso e Salice Salentino Riserva.

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Negroamaro.
ZONA DI PRODUZIONE Guagnano (Le).
ALLEVAMENTO Spalliera (cordone speronato).
EPOCA DI VENDEMMIA Seconda metà di settembre.
MACERAZIONE Per 12-14 ore.
VINIFICAZIONE Fermentazione in acciaio a 14-15°C.
AFFINAMENTO In serbatoio d’acciaio.
INVECCHIAMENTO Da bere subito o conservare per 1-2 anni.
SERVIRE A 11°C.

Note di degustazione

COLORE: Vino dal suadente colore rosa chiaretto.

NASO: L’essenza di rosa e geranio rosso abbraccia la frutta, con la fragola e la ciliegia. L’impatto olfattivo è dolciastro e variegato, notevolmente tenace.

PALATO: In bocca il buon grado alcolico è assecondato e mitigato dalla morbidezza nonché dalla leggera e vivace freschezza. Il gusto è intenso con elegante persistenza.

Wine Art

Come tessere di domino, le etichette della Linea Cantele si affiancano in colori dalle tinte forti, facendo – liberamente – il verso alle brillanti composizioni di Warhol.

Ma mentre Warhol declinava lo stesso soggetto con colori diversi, qui sono riprodotte le reali etichette, in un’immagine che celebra una linea di vini che potremmo definire POP.

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