Primitivo

Se fosse una domanda, il Primitivo avrebbe almeno due risposte: una adriatica, l’altra jonica. Due inclinazioni.  Traducendole in piaceri più o meno accomunabili: il sapore della lettura o della musica in notturna, quando tutto il resto del mondo sembra sotto l’effetto di uno strano incantesimo e la stesura segreta di una lettera d’amore dedicata a qualcuno che non sospetta minimamente di essere movente e ispirazione.

Così il Salento continua ad esprimere la sua doppia personalità, ed è questo a renderlo speciale e seducente. Basti pensare ai due mari, alla stregua delle aree per la coltivazione del Primitivo che è tutto sommato significa dire un luogo di mezzo e allo stesso tempo è anche dire il retrogusto di un cielo terso, ma pieno della densità di un tempo sospeso ad incredibili altezze e profondità.

Come quelle clessidre piene di sabbia fine che stanno tra le dita dei giocatori esperti, i più eleganti fuoriclasse capaci di dilatare gli istanti all’infinito, proprio come un residuo incalcolabile di tempo già trascorso. O, più semplicemente, come un ritratto, una cartolina merlettata rimasta a testimonianza di un luogo.  Il Primitivo: un vino identitario, quasi un ritratto in bianco e nero.

CLASSIFICAZIONE I.G.P. Puglia
UVE Primitivo
ALLEVAMENTO Spalliera a cordone speronato e a guyot
EPOCA DI VENDEMMIA Tra fine agosto e i primi di settembre
MACERAZIONE Per 5-7 giorni.
FERMENTAZIONE In acciaio a 22-24°C.
AFFINAMENTO In serbatoio d’acciaio
INVECCHIAMENTO Da bere subito o attendere 3-4 anni

Note di degustazione

COLORE: Rosso rubino con delicata unghia granata.

NASO: I profumi minerali creano una delicata intersezione con la marasca, l’amarena e la prugna; i fiori e le spezie chiudono in un finale dotato di un’ottima insistenza olfattiva.

PALATO: I tannini non aggressivi, la buona acidità, in parallelo alla morbidezza e all’alcolicità tipica, suffragano la bontà del primitivo: vino vigoroso un tempo, ma elegante e signorile oggi.

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