Primitivo

Se fosse una domanda, il Primitivo avrebbe almeno due risposte: una adriatica, l’altra jonica. Due inclinazioni.  Traducendole in piaceri più o meno accomunabili: il sapore della lettura o della musica in notturna, quando tutto il resto del mondo sembra sotto l’effetto di uno strano incantesimo e la stesura segreta di una lettera d’amore dedicata a qualcuno che non sospetta minimamente di essere movente e ispirazione.

Così il Salento continua ad esprimere la sua doppia personalità, ed è questo a renderlo speciale e seducente. Basti pensare ai due mari, alla stregua delle aree per la coltivazione del Primitivo che è tutto sommato significa dire un luogo di mezzo e allo stesso tempo è anche dire il retrogusto di un cielo terso, ma pieno della densità di un tempo sospeso ad incredibili altezze e profondità.

Come quelle clessidre piene di sabbia fine che stanno tra le dita dei giocatori esperti, i più eleganti fuoriclasse capaci di dilatare gli istanti all’infinito, proprio come un residuo incalcolabile di tempo già trascorso. O, più semplicemente, come un ritratto, una cartolina merlettata rimasta a testimonianza di un luogo.  Il Primitivo: un vino identitario, quasi un ritratto in bianco e nero.

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Primitivo.
ZONA DI PRODUZIONE Torricella (Ta), San Pietro V.co (Br).
ALLEVAMENTO Spalliera e alberello.
EPOCA DI VENDEMMIA Ultimi giorni di agosto.
MACERAZIONE Per 6-8 giorni.
FERMENTAZIONE In acciaio a 25-26°C.
AFFINAMENTO In barriques per circa 6 mesi.
INVECCHIAMENTO Da bere subito o attendere 4-5 anni.
SERVIRE A 18°C.

Note di degustazione

COLORE: Rosso rubino con delicata unghia granata.

NASO: I profumi minerali creano una delicata intersezione con la marasca, l’amarena e la prugna; i fiori e le spezie chiudono in un finale dotato di un’ottima insistenza olfattiva.

PALATO: I tannini non aggressivi, la buona acidità, in parallelo alla morbidezza e all’alcolicità tipica, suffragano la bontà del primitivo: vino vigoroso un tempo, ma elegante e signorile oggi.

Wine Art

Come tessere di domino, le etichette della Linea Cantele si affiancano in colori dalle tinte forti, facendo – liberamente – il verso alle brillanti composizioni di Warhol.

Ma mentre Warhol declinava lo stesso soggetto con colori diversi, qui sono riprodotte le reali etichette, in un’immagine che celebra una linea di vini che potremmo definire POP.

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