Salice Salentino Riserva

Pensi che l’immaginazione si soffermi più a lungo su un’amante, finché non incontri un labirinto di afrori, un vino antico quanto l’acquasantiera sfiorata con i polpastrelli ed i salmi cari agli angeli di pietra barocca.  Un salmo enologico chiamato Negroamaro. Questo vitigno è l’altare, l’anima nera-nera del Salento, penisola d’acqua che nel suo nome intreccia la declinazione latina, niger, e greca, mavros, d’una natura amarognola.

Il Negroamaro, Niuru Maru per i contadini, nel secolo scorso era utilizzato unicamente per tagliare i vini del Nord ed era considerato ponte tra il Tacco ed il resto d’Italia, quando queste latitudini erano un confine ancora inesplorato e considerato per certi versi esotico. La storia del Negroamaro, oggi prodotto in purezza, è così diventata storia di tutti, atlante liquido e identità diffusa.

Grappoli dalla polpa dolce a maturazione tardiva, caratterizzati da una preziosa versatilità, esprimono una delle denominazioni più importanti di Puglia, il Salice Salentino. Questo vino è certamente uno dei sinonimi della terra di frontiera cantata dai poeti e di cui firmiamo tre variazioni sul tema: Negroamaro Rosato, Negroamaro Rosso e Salice Salentino Riserva.

CLASSIFICAZIONE D.O.C. Salice Salentino
UVE Negroamaro
ALLEVAMENTO Spalliera potata a cordone speronato
EPOCA DI VENDEMMIA Seconda metà di settembre
MACERAZIONE Per circa 5-8 giorni
FERMENTAZIONE In acciaio a 25-26°C.
AFFINAMENTO In barriques per non meno di 6 mesi
INVECCHIAMENTO Da bere subito o conservare per 4-5 anni

Note di degustazione

COLORE: Le striature granato sfuggono un rosso rubino intenso.

NASO: Frutti rossi, more e arancia. Le spezie terminano in netti riconoscimenti di pepe nero, the e sottobosco.

PALATO: Avvalorate dai fiori rossi, le sensazioni olfattive ritornano in bocca trasportate dall’alcolicità pronunciata ma non irruente. In contrapposizione i tannini e la fresca acidità rendono questo vino equilibrato e morbido.

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