Varius

Dopo una pausa lunga due anni, celebriamo il ritorno del vino che ha da sempre sperimentato la “variazione” degli uvaggi. Un riposo necessario per un vino che, a partire dal 1999, si è accordato nel corso degli anni con diversi vitigni: Negroamaro, Cabernet Sauvignon, Montepulciano; poi la variazione dal Montepulciano al Merlot, sino alla sua terza vita di Merlot in purezza.

Il Varius, in questa versione, rimanda alla densa ricchezza culturale delle contaminazioni di un Salento da tempo immemore crocevia di culture, colorandosi dell’intenso accordo del Susumaniello, vitigno di origini dalmate, il cui nome deriva dal caratteristico carico di grappoli d’uva in età giovanile (alla stregua di un somarello) – che si riduce negli anni, con rese molto basse – e del Negroamaro.

Il nuovo Varius presenta un’altra novità: la chiusura con tappo in vetro. Una scelta rivolta a chi chiede praticità ma eleganza. Una soluzione che assicura un’ottima tenuta e che consente al vino di maturare correttamente.

“L’unica costante è il piacere della variazione”. È il claim utilizzato  per lanciare il ritorno di questa bottiglia. Il concept della campagna pubblicitaria è di facile interpretazione: riportare alla mente le molte vite del Varius e raccontare la sua attuale potenzialità nella versione autoctona. Il risultato è l’unicità di un vino che, in definitiva, racconta una sola costante: la strada della sperimentazione e del cambiamento propositivo, ovvero l’esercizio di un piacere.

 

CLASSIFICAZIONE I.G.T. Salento.
UVE Susumaniello, Negroamaro.
ZONA DI PRODUZIONE Guagnano (Le), Campi Salentina (Le).
ALLEVAMENTO Cordone speronato.
EPOCA DI VENDEMMIA Metà settembre.
MACERAZIONE Per 6-8 giorni.
FERMENTAZIONE In acciaio a 22-24°C.
AFFINAMENTO In serbatoio d’acciaio.
INVECCHIAMENTO Vino pronto o conservare per 4-5 anni.
SERVIRE A 18°C.

Note di degustazione

COLORE: Rosso rubino intenso, con tenui riflessi violacei.

NASO: Bouquet composto da frutti rossi, ribes e prugna. Perfettamente identificabili anche inchiostro, amarena,  il timo e, nel finale, la pietra focaia.

PALATO: Il gusto è caratterizzato da un buon equilibrio gustativo tra morbidezza e alcolicità. Vino dai tannini morbidi, con buona freschezza e grande piacevolezza di beva.

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